lisques…theruanne – 4

Come da accordi , chiudo il bungalow lasciando le chiavi sul tavolo esterno , cielo coperto con qualche sprazzo di sereno . Non trovando  strada per proseguire , tornando verso il centro sui miei passi la ritrovo e  riprendo il cammino, ma con 2 km in piu’ fatti  . Tutto bene fino a Oingue, di nuovo una forte pioggia con vento , coprirsi e scopirsi diventa un’abitudine . Proseguo fino a Quescamp , dove mi fermo per colazione al bar,  hanno solo il  caffè doppio e nessun dolce , ma l’anziana barista ha compassione del povero pellegrino stanco, offendomi 2 biscotti di numero , proprio due . Arrivo bene a Zaduesques , decido di proseguire  nonostante  i 20 km già fatti, voglio arrivare fino a Theruan anticipando la successiva tappa programmata . Senza guardare la guida , già fradicia per suo conto , come un somaro proseguo , sbaglio di nuovo strada ritrovandomi  a Tatinghem, cerco informazioni a diverse persone su come proseguire , sempre con tempo incerto in mezzo a colline verdi e su strade asfaltate con poco traffico , mi ritrovo a Wizernes e qui comincia il bello . Nessun cartello per Theruan continuo a sbagliare , ora provo a chiedere un passaggio ad una macchina fcendo l’autostop ; tanti tentativi vani , finalmente una bella ragazza si ferma, chiedo un passaggio ,ma siamo su una direzione diversa dove devo dirigermi , le dispiace ma lei non può accompagnarmi , desolee e ciao .  Ora alla ricerca della D212 , ma mi ritrovo sulla la D210, davanti a me ora ho un grande edificio , indicato da una insegna come ‘LA CUPOLA’ ,  non so cosa sia , fermi sul grande parcheggio vari bus , chiedo ad un autista la direzione da prendere per  Theruan, consiglia di entrare alla Cupola per chiederle .  Faccio chiamare un taxi che costa di 50 euro , molto caro , sentendo la cifra  la signorina della reception propone di accompagnarmi lei alla fine della sua giornata di lavoro , alle 18 , abitando lei a Theruan , potrà accompagnarmi in albergo , nell’attesa mi consiglia di visitare questo museo , lasciando zaino e bastoncini nel suo ufficio .  Ora un museo , prima solo una caverna scavata durante la prima guerra mondiale e sfruttata nella seconda come ricovero . Atraversando varie gallerie , con l’ascensore si sale al terzo con  due sezioni: una sulla storia aerospaziale mondiale anche recente, nell’altra sul 2° conflitto mondiale con foto , documentari , reperti dai campi di concentramento nazisti , si scende poi ai piani inferiori con varie mostre multimediali . Per soli 5 euro ho visto qualcosa di veramente interessante , ora in caffetteria per una cioccolata e un muffin ,ottima anche per la fame che ho . Sono ancora molti visitatori che entrano sebbene tutto chiude fra non molto , alle 6 la ragazza , di nome Yolanda , mi accompagna al suo paese  , le regalo il libro portato da casa , quasi un presagio del posto oggi visitato , il ‘Diario’   di Etty Hillesum  ragazza olandese morta in un campo di concentramento nazista , che tutti dovrebbero leggere .  A Theruan  in circa 12 km , comodo in macchina , all’albergo trovato chiuso , suono e quando uno persona apre , risponde maleducatamente . In un bar trovo persone gentilissime , si parla  del cammino fatto e da fare , beviamo assime delle birre , mentre il barista telefona alla gite d’etape del paese per prenotare facendomi poi accompaganre da un ragazzo all’ostello , a circa 1 km, dove vengo accolto con un bel sorriso dal gestore che mi fa vedere la casa , solo e tuuta a mia dipsosizione  : 20 letti in 3 stanze, cucina, bagni e lavanderia . Mi lascia il codice della porta d’ingresso per muovermi liberamente , mi accompagna per individuare l’inizio del cammino di domani , nessuna voglia di mettermi a cucinare , mi spiega che all’altro capo del paese potro’ acquistare per cena patatine fritte e con un  panino da una rosticceria ambulante . Preparato il letto e sistematomi un po , a piedi gl ultimi 2 km del giorno per acquistare la cena che mangero’ a casa . Alla fine tutto torna positivo .

 

wissant….lisques – 3

Il riposo notturno ha ridato le forze , lascio l’albergo dopo colazione e il pagamento della camera , con l’aiuto di un ospite cerco dio connetermi senza riuscirci , inizio la nuova giornata di cammino coprendomi bene nbonostante la pioggia che continua a scendere . Come nel Kent , la pioggia diventa sferzante con il vento che non dà tregua . Come da programma , stasera vorrei arrivare a  LISQUES : attraverso la citta’ di  GUINES , e trovando la strada bloccata per il passaggio della seconda tappa della corsa ciclistica partita oggi da Dunkerque, mi fermo in un bar di un campeggio per un caffe’ doppio , con tost e pate’ di contorno , anche per apporre un nuovo timbro sulla credenziale . Riaperta la strada dopo il passaggio della corsa , riparto sempre con un pessimo tempo , su strada asfaltata con poco traffico arrivo in discesa e in poco tempo a LISQUES , molti tifosi nella piazza centrale transennata in attesa del passaggio della corsa , mi fermo per una birra  vedendola passare . Mi incammino verso il campeggio , posto alla fine del paese dove mi assegnano un cottage solo per me . Cambio, doccia e lavaggio biancheria, stesa fuori , ora un po’ di sole con forte vento . Oggi e’ apparsa la prima vescica al piede, cucita e pulita ,  riposo pomeridiano ,  buona la cena alla brasserie del campeggio , con la speranza che domani il tempo mi favorisca . In questi primi giorni ho viaggiato sempre da solo , senza incontrare altri pellegrini .

 

dover..calais…wissant – 2

Aprendo la finestrra della camera finalmente un po di il sole . Dopo colazione lascio lo zaino in albergo per visitare Dover trovando tutto ancora chiuso,  compreso chiese , museo e l’ufficio turistico . Niente di particolare il lungomare dominato dal castello in cima al colle che sovrasta la citta’ , forse aperto , ma nessuna voglia di salirci : mi accontento di  vedere da lontano le bianche scogliere . In albergo per lo zaino , poi a piedi  verso il porto , in attesa dell’imbarco previsto per le 10 , dalla stazione marittima alla nave con un autobus , dal ponte superiore un bello scorcio panoramico su Dover e sulle sue bianche scogliere in lontananza .   Sulla Manica con un bel sole , dal camino della nave escono neri fumi che il vento spazza via nel cielo azzurro . Scesi al porto di  Calais , da li a piedi  prima per attraversando tutta la zona portuale , poi dalla periferia al centro , ordinato e pulito , con la guida in mano , alla ricerca del negozio per l’acquisto della nuova scheda telefonica francese per il cellulare , sono sempre in difficolta’ per la lingua , ma con l’aiuto e le indicazioni avute al comando della polizia , concludo l’acquisto  .Riattraverso la città fermandomi all’ufficio del turismo per ulteriori informazioni , successiva fermata all’albergo della gioventù per il timbro di Calais sulla credenziale . Edifici storici e moderni ben inseriti nel tessuto della citta’ , molto verde e ampi viali . Lascio la periferia , quartieri dormitorio con grandi casermoni , con un forte vento che spira in senso contrario alla mio cammino , non passo sulla spiaggia per evitare nuvole di sabbia negli occhi , ma strada sfaltata dove e’ in corso una gara ciclistica , il giro  della Normandia per professionisti , con l’arrivo posto proprio lungo la strada che sto facendo . A Sangatte riscendo sulla spiaggia ,un tratto lungo la Manica, il tempo stringe e non posso fermarmi , alcuni surfisti solcano il mare . Proseguendo sulla strada , diversi tifosi sono in attesa del passagio della corsa , io povero pellegrino , sempre controvento , con fatica vado avanti. In cima al colle vedo arrivare i primi corridori , poi oltre un centinaio e tutti incitati daai tifosi , ma loro stanchi dalla salita fatta . Ancora 10 km a Wissant , a destra il mare con a sinistra le colline, sempre con forte vento . A Wissant , cerco e trovo un albergo , non prenotato , e dopo quasi 20 km di cammino in terra di Francia sonomolto stanco , dopo la registrazione all’albergo , doccia e un breve riposo , cena all’hotel .

 

canterbury…dover – 1

 

Dopo un’abbondante colazione in albergo , alle 8 inizia il mio cammino sotto una leggera pioggerellina e un forte vento . Fatti pochi km , la pioggia aumenta , silenziosa e tranquilla e’  la campagna del Kent , pochi i segnali che indicano il cammino da fare ,  giunto a Patrixbourne il primo sbaglio di percorso , chissa’ quanti altri ne faro’ . Porseguo sempre per sentieri sterrati per campagna e tratti nei boschi ,  poco asfalto con poco traffico ,  ma con  la guida a sinistra bisogna prestare piu’ attenzione , a Kingston il secondo errore . Chiedo ad alcune persone le esatte indicazioni che mi fanno ritornare indietro, infne un ragazzo si offre di accompagnarmi  in macchina a Woolage Green , ero proprio fuori strada , risparmiando fatica e molti km . Riprendo subito la traccia del cammino , ora la pioggia diventa sferzante e gelida, il vento aumenta , non trovo nessun ricovero dove fermarmi , ben inzuppato proseguo . Camminando  mi ritrovo con due pellegrini , con loro arrivo a Sheperdwell , nuove verifiche del percorso con l’aiuto di una anziana signora a cui chiedo . Ora attraverso campi coltivati a grano , con apertura e chiusura di diversi cancelli in ferro a divisione e a protezione delle varie proprieta’ , bisogna scavalcare con attenzione alcune chiusure fra le proprieta’ fatte con traverse in legno , senza problemi alcuni , l’ultimo su un  terreno fangoso e scivoloso in cui cado solo infangandomi . Su una strada secondaria prime indicazioni per Dover , ancora 9 miglia e sono gia’ le 14 .Passo Whitfield , ritrovandomi sulla statale alla rotonda principale e autostradale per Dover ; ora pure la nebbia e’ salita , la guida non aiuta , sbaglio di nuovo prendendo una strada laterale , ritorno ed entro in un albergo , faccio chiamare un taxi ormai stanco dell’acqua e delcammino . Trascorsi 10 minuti , faccio gli ultimi 6 km fino in centro all’albergo che ho indicato al taxista . Nonostante i vari problemi del giorno , ora è tutto risolto , dopo una doccia , sistemazione e riposo ,  vado a  cena a piedi in centro in un ristorante italiano, aperto da 37 anni a Dover, con una buona zuppa e una famosa, molto buona , trota di Dover . Il primo giorno e’ andato ,  pensavo meglio .

 

canterbury

Notte tranquilla in questa piccola camera , con vista sulla cattedrale . Oggi visita alla citta’ ,  da turista , alle 7,30 per le vie ancora vuote, vado alla scoperta con la sola guida di terre di mezzo : entro nella chiesa di Saint Thomas dove poche persone anziane stanno aspettando l’inizio della messa , seduto in fondo alla navata assisto alla celebrazione ; messa in inglese con rito cattolico , alla comunione una ventina di persone  ricevono oltre al pane consacrato , anche un bicchierino di vino versato loro da una donna , come un chierichetto  . Al termine della messa , dopo la benedizione , mi si avvicina una vecchia signora che in inglese mi invita a salire alla casa del parroco per fare colazione con loro ; mi ritrovo con una decina di vecchiette, over 65, raggiunti poi dal parroco . Preparano fette di pane tostato con burro e marmellate, così faccio una bella colazione cercando di farmi capire . Gentilissime , spiego loro il mio viaggio , ringraziandole dell’ospitalita’  . Nuova abbondante colazione in albergo , già inclusa nel prezzo della camera , ora in cattedrale appena aperta . Bella fuori, ma dentro davvero unica , in tutta la sua bellezza, le foto non renderanno il valore e tutto quello che si prova al momento .    Visito il chiostro , passando successivamente nei giardini dell’università , dove gli studenti , con pacchi di libri sottobraccio stanno andando a lezione, molti hanno addosso una mantella color viola e un copricapo da laurea , penso che stiano per laurearsi . Fotografia con un vecchio gentlemen inglese , vestito di tutto punto , in giardino . Dopo l’universita’,  vado ai resti dell’abbazia di Sant ‘Agostino , primo vescovo di Canterbury , restano solo fondazioni e ruderi in un bel parco , a ricordo del tempio che c’era , poi a piedi in periferia alla chiesa di san Martin , che preferisco vedere oggi ma che trovero’ comunque sul cammino domani . Con calma giro per la citta’ , un mercato rionale sulla strada arrivando al fiume che attraversa un bel parco, con un maestoso albero centenario che ha un tronco particolarissimo . In centro e’ conservata la vecchia casa del pellegrino, cappella con refettorio e spedale, tutto ben ristrutturato .  Sul corso trovo una antica libreria, con annesso galleria d’arte e ufficio turistico, secondo timbro sulla credenziale oltre a quello già apposto in cattedrale .  In albergo per collegarmi ad internet e con l’aiuto di Nik , altro pellegrino , anticipo il pagamento di domattina ,  scrivo il blog della giornata . Di sera le vie di Canterbury sono molto affollate: turisti, soprattutto inglesi, tantissimi ragazzi e ragazze di tutte le età , pochi i pellegrini che si riconoscono subito, nessuno parlata in italiano . Tempo molto variabile, dopo il poco sole e la poca pioggia della mattinata , ora  ventoe un po’ di freddo . Di nuovo in cattedrale per l’incontro fissato , via e-mail dall’Italia per una benedizione privata da parte della canonica Clare Edwards , vescova anglicana di Canterbury : in attesa dell’incontro che sento che andra’ per le lunghe visto la cerimonia in corso , mi siedo nella navata centrale, alzo gli occhi al soffitto guardando gli alti pilastri e le decorazioni delle volte , attimi per meditare e pensare alla nostra vita, a quella dei nostri cari e a tutto il bello quello che ci circonda ; nel coro ligneo, sopra la navata, sono in corso delle prove di un coro , con 50 fra ragazzi , adulti e preti stanno cantando ;  entrano due donne canoniche e un sacerdote , che vanno a sedersi sullo scranno prioncipale per la celebrazione dando inizio ai canti religiosi .Le due canoniche scendono dal loro trono e preceduti da un’altro prete , forse un vescovo, si portano al centro del chiostro per leggere il vangelo . Un centinaio di persone assistono alla funzione che dura un’ora . Al termine della stessa , cerco e trovo la canonica per la benedizione , e’ una delle due e con lei scendo nella cripta , già chiusa , da lei riaperta , scendendo scambiamo due parole sul cammino, mi inginocchio davanti ad un altare recitando assieme il padre nostro , in inglese , ricevo la sua benedizionbe e augurandomi un buon cammino. Uscendo ,ci ripromettiamo di risentirci e scriverci al termine del percorso che andro’ a fare , cosi’ nasce sotto buoni auspici. Cena in uno dei tanti piccoli ristorantini ,  provo fish and chips, tanto idealizzato , niente di speciale . Per domani prevista pioggia , speriamo bene.